Atlante delle lingue

Lingue dell’antichità

La Grecia antica

Il mondo egeo · dai palazzi micenei all’età ellenistica

Fra tutte le lingue indoeuropee vive, il greco ha la storia scritta più lunga: dalle tavolette micenee del XV–XIV secolo a.C. al greco di oggi. Fu scritto dapprima nella scrittura sillabica lineare B, decifrata nel 1952 dall’architetto Michael Ventris, e dall’VIII secolo a.C. in un alfabeto ripreso dai Fenici, il primo alfabeto a scrivere sistematicamente le vocali.

I palazzi di Creta e di Micene

Nel II millennio a.C. sorsero a Creta i palazzi della civiltà minoica (così chiamata da Arthur Evans dal leggendario re Minosse) e sul continente greco i centri fortificati di Micene, Pilo e Tebe. Intorno al 1450 a.C. i Greci micenei presero a quanto pare il controllo di Cnosso.

Intorno al 1200 a.C. i palazzi micenei caddero, e con essi la scrittura. Seguirono secoli dai quali in Grecia non sopravvive alcuna iscrizione; solo a Cipro si continuò a scrivere in greco, nel sillabario cipriota. In Grecia la scrittura tornò soltanto nell’VIII secolo a.C., questa volta come alfabeto.

La Porta dei Leoni a Micene (XIII secolo a.C.).
La Porta dei Leoni a Micene (XIII secolo a.C.). Foto: Zde, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Le scritture dell’Egeo nell’età del bronzo

I Minoici scrivevano in lineare A (circa 1800–1450 a.C.). I suoi segni somigliano a quelli della successiva lineare B, per cui si possono pronunciare approssimativamente, ma la lingua è sconosciuta e i testi restano incomprensibili. Ancora più misterioso è il disco di Festo, con le impronte di 45 segni diversi impressi con dei punzoni; è l’unico oggetto del suo genere e finora non è possibile decifrarlo. Oltre alla lineare A, a Creta si usava anche la scrittura geroglifica cretese.

Gli scribi micenei adattarono la lineare A al greco. Ne risultò la lineare B: circa 90 segni sillabici più segni pittografici per merci e animali. Sopravvivono migliaia di tavolette d’argilla, soprattutto da Cnosso e da Pilo, non perché fossero destinate a essere conservate, ma perché furono cotte dagli incendi che distrussero i palazzi.

Una tavoletta in lineare A da Zakros, a Creta. Potrebbe registrare quantità di vino; la lingua resta sconosciuta. Museo archeologico di Sitia.
Una tavoletta in lineare A da Zakros, a Creta. Potrebbe registrare quantità di vino; la lingua resta sconosciuta. Museo archeologico di Sitia. Foto: Zde, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
Il disco di Festo (lato B), con segni impressi a punzone. Museo archeologico di Heraklion.
Il disco di Festo (lato B), con segni impressi a punzone. Museo archeologico di Heraklion. Foto: C messier, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

I segni della lineare B

  • asillaba
  • esillaba
  • isillaba
  • osillaba
  • usillaba
  • dasillaba
  • kasillaba
  • masillaba
  • nasillaba
  • pasillaba
  • rosillaba
  • tasillaba

ko-no-soCnosso (miceneo Knōsos): il nesso consonantico kn- era scritto con una vocale d’appoggio (ko-no-), la -s finale era omessa e la quantità vocalica non era indicata. La scrittura non distingueva inoltre r da l.

I segni sono resi con il carattere Noto Sans Linear B.

Una tavoletta in lineare B da Cnosso (KN Fp 13, circa 1450–1375 a.C.) che registra olio offerto agli dei.
Una tavoletta in lineare B da Cnosso (KN Fp 13, circa 1450–1375 a.C.) che registra olio offerto agli dei. Foto: vintagedept, CC BY 2.0, Wikimedia Commons

La decifrazione: l’architetto Michael Ventris

Dal 1900 le tavolette di Cnosso furono portate alla luce dall’archeologo britannico Arthur Evans, che diede il nome a entrambe le scritture. L’archeologo americano Carl Blegen scoprì l’archivio di Pilo nel 1939. Negli anni Quaranta la filologa americana Alice Kober dimostrò che le parole in lineare B cambiavano la desinenza, cioè che la lingua era flessiva, e nel 1948 compilò la prima tabella di segni che condividevano una consonante o una vocale.

Michael Ventris, un architetto appassionato della scrittura fin da ragazzo, partì dal suo lavoro e costruì una griglia completa di sillabe in base all’alternarsi dei segni. Quando vi inserì in via di prova toponimi cretesi come ko-no-so (Cnosso), cominciarono ad apparire parole greche. Annunciò la scoperta alla radio della BBC il 1° luglio 1952 e la pubblicò nel 1953 insieme al filologo John Chadwick. Una conferma giunse presto da una tavoletta di Pilo appena ritrovata, sulla quale la parola ti-ri-po compare accanto alle immagini di tripodi. Ventris morì in un incidente stradale nel 1956, a 34 anni.

Michael Ventris (1922–1956), l’architetto che nel 1952 dimostrò che la lineare B registra il greco.
Michael Ventris (1922–1956), l’architetto che nel 1952 dimostrò che la lineare B registra il greco. Foto: pubblico dominio, Wikimedia Commons

Parole dalle tavolette micenee

Il greco miceneo è di diversi secoli più antico di Omero. Le tavolette registrano nomi di luoghi, divinità e oggetti:

lineare Btraslitterazionesignificato
𐀒𐀜𐀰ko-no-soCnosso
𐀞𐀂𐀵pa-i-toFesto
𐀴𐀪𐀡ti-ri-potripode (tripous)
𐀡𐀮𐀅𐀃po-se-da-oPoseidone
𐀷𐀙𐀏wa-na-kasovrano, re (wanax; in Omero anax)
Una tavoletta dal palazzo di Pilo (XIII secolo a.C.) con un elenco di offerte agricole al dio Poseidone.
Una tavoletta dal palazzo di Pilo (XIII secolo a.C.) con un elenco di offerte agricole al dio Poseidone. Foto: Zunkir, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Un alfabeto con le vocali

Nell’VIII secolo a.C. i Greci adottarono la scrittura fenicia. Alcune lettere fenicie indicavano consonanti che il greco non aveva, e i Greci le usarono per le vocali: ʾalp divenne alpha, he epsilon, ʿain omicron. Per la prima volta una scrittura annotava sistematicamente sia le consonanti sia le vocali. I Greci aggiunsero anche lettere nuove come φ, χ, ψ e più tardi ω.

Le singole città greche avevano i propri alfabeti locali. La variante occidentale, euboica, giunse attraverso le colonie greche d’Italia agli Etruschi e da loro ai Romani: per questo l’alfabeto latino attribuisce a H e X valori diversi da quelli del greco. Atene adottò l’alfabeto ionico, base dell’odierna scrittura greca, nel 403/402 a.C.

Le più antiche iscrizioni alfabetiche greche

La brocca del Dipylon (Atene, VIII secolo a.C.) con una delle più antiche iscrizioni alfabetiche greche graffita sulla spalla. Museo archeologico nazionale, Atene.
La brocca del Dipylon (Atene, VIII secolo a.C.) con una delle più antiche iscrizioni alfabetiche greche graffita sulla spalla. Museo archeologico nazionale, Atene. Foto: ArchaiOptix, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
La coppa di Nestore da Pithekoussai, a Ischia (VIII secolo a.C.), con un’iscrizione in versi. Museo archeologico di Pithecusae.
La coppa di Nestore da Pithekoussai, a Ischia (VIII secolo a.C.), con un’iscrizione in versi. Museo archeologico di Pithecusae. Foto: Shonagon, CC0, Wikimedia Commons
Il codice di leggi di Gortina a Creta (V secolo a.C.), scritto in modo bustrofedico, con righe alternativamente da sinistra a destra e da destra a sinistra.
Il codice di leggi di Gortina a Creta (V secolo a.C.), scritto in modo bustrofedico, con righe alternativamente da sinistra a destra e da destra a sinistra. Foto: PRA, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Dialetti e lingua comune

Il greco antico non aveva un’unica forma standard. I poemi omerici sono composti in una mescolanza artificiale di forme soprattutto ioniche ed eoliche, il dorico risuonava nella lirica corale, e l’attico di Atene divenne la lingua della tragedia (con una coloritura dorica nei cori) e della prosa classica: Tucidide, Platone e gli oratori; Erodoto, invece, scrisse in ionico.

Dopo le conquiste di Alessandro Magno, dall’attico, con elementi ionici, si sviluppò un greco comune, la koinè, lingua del commercio e dell’amministrazione dall’Egitto all’India. Il Nuovo Testamento è scritto in koinè. Da essa una linea diretta conduce, attraverso il greco bizantino, al greco di oggi.

Un coccio (ostrakon) con il nome di Temistocle, figlio di Neocle, da una votazione per bandire un cittadino da Atene (circa 482 a.C.). Museo dell’Agorà antica, Atene.
Un coccio (ostrakon) con il nome di Temistocle, figlio di Neocle, da una votazione per bandire un cittadino da Atene (circa 482 a.C.). Museo dell’Agorà antica, Atene. Foto: Marsyas, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

La democrazia sui cocci

Una volta all’anno l’assemblea ateniese poteva decidere di tenere una votazione per bandire un cittadino che appariva pericoloso. Gli elettori consegnavano allora un coccio (ostrakon) con un nome; chi riceveva più voti, purché avessero votato almeno 6000 cittadini, doveva lasciare la città per dieci anni. Le migliaia di cocci conservati attestano la diffusione della scrittura, ma alcuni erano stati iscritti in anticipo: circa 190 cocci con il nome di Temistocle furono scritti da appena quattordici mani.

Parole greche in inglese

Molte parole dotte e quotidiane sono giunte all’inglese dal greco, di solito attraverso il latino:

grecosignificato originarioin inglese
δημοκρατίαgoverno del popolodemocracy
φιλοσοφίαamore della sapienzaphilosophy
σχολήtempo libero, discussioneschool
οἰκονομίαamministrazione della casaeconomy
ἄτομοςindivisibileatom
γραμματικήarte delle letteregrammar
Il Messale di Kiev, considerato di solito il più antico manoscritto glagolitico conservato (X secolo), probabilmente proveniente dalla Boemia o dalla Moravia; facsimile da una mostra.
Il Messale di Kiev, considerato di solito il più antico manoscritto glagolitico conservato (X secolo), probabilmente proveniente dalla Boemia o dalla Moravia; facsimile da una mostra. Foto: Zde, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Dalla scrittura greca alla Grande Moravia

Nell’863 i fratelli Costantino (Cirillo) e Metodio di Tessalonica giunsero nella Grande Moravia, inviati dall’imperatore bizantino. Costantino creò per la lingua slava una nuova scrittura, il glagolitico; molte delle sue lettere derivano, secondo l’opinione prevalente, dalla minuscola greca. Dopo che i discepoli di Metodio furono espulsi dalla Moravia, in Bulgaria nacque una scrittura basata direttamente sull’alfabeto greco: il cirillico, usato oggi per il russo, l’ucraino, il bulgaro e il serbo.

Il Messale di Kiev del X secolo, considerato di solito il più antico manoscritto glagolitico conservato, ebbe origine probabilmente in Boemia o in Moravia; il testo che esso copia può risalire al periodo grande-moravo.

Luoghi e monumenti

La cosiddetta Sala del trono nel palazzo di Cnosso, a Creta.
La cosiddetta Sala del trono nel palazzo di Cnosso, a Creta. Foto: Jebulon, CC0, Wikimedia Commons
Il Partenone sull’Acropoli di Atene (V secolo a.C.).
Il Partenone sull’Acropoli di Atene (V secolo a.C.). Foto: pubblico dominio, Wikimedia Commons
Un frammento dell’Iliade di Omero su papiro da Ossirinco, in Egitto. Princeton University Library.
Un frammento dell’Iliade di Omero su papiro da Ossirinco, in Egitto. Princeton University Library. Foto: pubblico dominio, Wikimedia Commons

Cronologia

  1. circa 1800–1450 a.C.La lineare A nella Creta minoica.
  2. circa 1450–1375 a.C.Tavolette in lineare B da Cnosso.
  3. XIII secolo a.C.I palazzi micenei; l’archivio di Pilo.
  4. circa 1200 a.C.Scompaiono i palazzi e la lineare B.
  5. VIII secolo a.C.L’alfabeto greco; le iscrizioni sulla brocca del Dipylon e sulla coppa di Nestore.
  6. V secolo a.C.L’Atene classica; il codice di leggi di Gortina.
  7. 403/402 a.C.Atene adotta l’alfabeto ionico.
  8. dagli anni Trenta del IV secolo a.C.Conquiste di Alessandro Magno; diffusione della koinè.
  9. 863Costantino e Metodio nella Grande Moravia; il glagolitico.
  10. 1900Arthur Evans inizia gli scavi a Cnosso.
  11. 1939Carl Blegen scopre l’archivio di Pilo.
  12. 1952Michael Ventris annuncia la decifrazione della lineare B.

Il greco sul globo

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Fonti e letture consigliate

  • John Chadwick: The Decipherment of Linear B. Cambridge University Press 1958.
  • Michael Ventris, John Chadwick: Documents in Mycenaean Greek. Cambridge University Press, 2nd ed. 1973.
  • Andrew Robinson: The Man Who Deciphered Linear B. Thames & Hudson 2002.
  • Geoffrey Horrocks: Greek. A History of the Language and its Speakers. Wiley-Blackwell, 2nd ed. 2010.
  • Glottolog 5 (lingue e loro classificazione).

Illustrazione: Atlante delle lingue. Fotografie: Wikimedia Commons, con autori e licenze indicati accanto a ogni immagine. Testo: Atlante delle lingue, in base alla letteratura scientifica citata sopra.

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