Atlante delle lingue

Lingue dell’antichità · panoramica

L’albero genealogico delle scritture

Dai geroglifici egiziani all’alfabeto latino, alla scrittura araba e alla devanagari

La scrittura è stata inventata in modo indipendente solo poche volte: in Mesopotamia, in Egitto (forse su impulso della Mesopotamia), in Cina e in Mesoamerica. Eppure la maggior parte degli alfabeti del mondo – il latino e il cirillico, le scritture ebraica e araba e, secondo l’opinione prevalente, le scritture dell’India – ha un unico antenato: i segni che popolazioni di lingua semitica presero in prestito dai geroglifici egiziani nel II millennio a.C.

Quante volte è stata inventata la scrittura?

Una scrittura in grado di registrare tutto ciò che si può dire è stata inventata, secondo la maggior parte degli studiosi, in modo indipendente solo poche volte. Le testimonianze più antiche vengono dalla Mesopotamia, dove tavolette con segni pittografici comparvero a Uruk intorno al 3300–3100 a.C., e dall’Egitto, dove la scrittura compare alla fine del IV millennio a.C.; se gli egizi abbiano preso l’idea della scrittura dalla Mesopotamia è una questione aperta. Indipendentemente da entrambe nacquero la scrittura cinese, attestata dal XIII secolo a.C., e le scritture della Mesoamerica, la più nota delle quali è quella maya (dal III secolo a.C.).

La scrittura della civiltà di Harappa nella valle dell’Indo (ca. 2600–1900 a.C.) resta indecifrata, e non è nemmeno certo che registrasse una lingua. Altre scritture nacquero dove si conosceva la scrittura dei vicini: se ne riprendeva l’idea, ma si creavano segni propri. Secondo l’opinione prevalente, è così che nacque anche il primo alfabeto. Nel II millennio a.C. popolazioni di lingua semitica in Egitto e nel Sinai scelsero alcuni geroglifici egiziani e usarono ciascuno di essi per scrivere solo il primo suono del suo nome: il disegno di una testa di bue, in semitico ʾalp, stava per ʾ, una casa (bayt) per b. Direttamente o indirettamente, la maggior parte degli alfabeti del mondo discende da questa scrittura.

La famiglia degli alfabeti

L’albero mostra come gli alfabeti dell’Europa, del Medio Oriente, dell’India e dell’Asia centrale siano nati dai segni egiziani. Una linea continua indica un’origine generalmente accettata. Una linea tratteggiata indica che l’origine è controversa, oppure che la scrittura ha ripreso dalla sua antenata solo un modello o un’idea, non le forme delle lettere. I caratteri accanto a ciascuna scrittura sono un campione, di solito le sue prime lettere; le date sono approssimative.

  • Geroglifici egizianifine del IV millennio a.C. – 394 d.C.Segni per parole, per consonanti e determinativi. La testa di bue, la casa, l’acqua e la testa qui riportate sono, secondo l’opinione prevalente, i modelli delle lettere ʾalp, bet, mem e reš.
    • Protosinaitico e protocananaicoca. XIX–XI secolo a.C.Il più antico alfabeto: segni presi in prestito dai geroglifici, ciascuno dei quali scrive solo la prima consonante del proprio nome. Iscrizioni dal Sinai (Serabit el-Khadim), dall’Egitto (Wadi el-Hol) e da Canaan; la datazione delle più antiche è controversa (ca. 1850 a.C. o forse solo verso il 1550 a.C.).
      • Alfabeto cuneiforme ugariticoXIV–XIII secolo a.C.Una trentina di segni impressi nell’argilla come il cuneiforme mesopotamico. Le forme sono in gran parte nuove (una minoranza di studiosi vi vede lettere protocananaiche adattate), ma l’ordine delle lettere corrisponde quasi a quello dell’alfabeto fenicio, quindi il principio dell’alfabeto venne dalla tradizione semitica occidentale. Una tavoletta registra anche un secondo ordine (h, l, ḥ, m…), quello usato dalla scrittura etiopica.
      • Sudarabico anticodalla fine del II millennio a.C. (forma matura ca. 800 a.C.) al VI secolo d.C.Si separò dalla scrittura antica (protocananaica) prima che nascesse l’alfabeto fenicio, probabilmente alla fine del II millennio a.C.; per quale via non è chiaro. Ha 29 consonanti. Il campione segue l’ordine semitico meridionale h, l, ḥ, m, q.
        • Scrittura etiopica (fidäl)con le vocali dal IV secolo d.C.All’inizio solo consonanti; sotto il re Ezana, nel IV secolo, furono aggiunti i segni vocalici e la scrittura divenne un’abugida. A differenza del suo modello sudarabico procede da sinistra a destra. Vi si scrivono ancora l’amarico e il tigrino.
      • Alfabeto feniciodal 1050 a.C. ca.22 lettere solo per consonanti, scritte da destra a sinistra. I mercanti fenici lo diffusero in tutto il Mediterraneo.
        • Scrittura paleoebraicadal X–IX secolo a.C.Una forma locale della scrittura fenicia, usata per le più antiche iscrizioni ebraiche; Unicode non la distingue dal fenicio. Presso gli ebrei cedette il posto alla scrittura aramaica a partire dall’epoca persiana.
          • Scrittura samaritanaancora in usoDiscendente diretta del paleoebraico. I samaritani vi scrivono ancora la loro Torah.
        • Alfabeto aramaicodall’VIII secolo a.C.Le più antiche iscrizioni aramaiche usano la scrittura fenicia; forme proprie delle lettere si svilupparono entro l’VIII secolo. Come scrittura delle amministrazioni assira, babilonese e persiana si diffuse dall’Egitto all’India e divenne l’antenata della maggior parte degli alfabeti dell’Asia.
          • Scrittura ebraica quadratadal III secolo a.C.Nacque dalla scrittura aramaica dell’amministrazione persiana, che gli ebrei adottarono al posto del paleoebraico. Vi si scrivono l’ebraico e lo yiddish.
          • Scrittura nabateadal II secolo a.C.La scrittura dei nabatei, il cui centro era Petra. La sua forma corsiva si trasformò gradualmente nella scrittura araba.
            • Scrittura arabadalla tarda antichità (IV–VI secolo d.C.)Secondo l’opinione prevalente nacque dal nabateo, secondo un’opinione minoritaria dal siriaco. Con l’islam si diffuse in gran parte dell’Asia e dell’Africa; oggi è l’alfabeto più usato dopo quello latino.
          • Scrittura palmirenaI secolo a.C. – III secolo d.C.La scrittura della città carovaniera di Palmira, nota da migliaia di iscrizioni. Si estinse dopo la conquista romana della città nel 272.
          • Scrittura siriacadal I secolo d.C.La scrittura dell’aramaico siriaco, lingua letteraria e liturgica dei cristiani del Medio Oriente. È tuttora in uso.
          • Scritture pahlavidal II–I secolo a.C.Le scritture dell’Iran partico e sasanide. Molte parole si scrivevano in aramaico ma si leggevano in persiano (eterogrammi).
            • Scrittura avesticadal V–VI secolo d.C.Creata sotto i sasanidi a partire dal pahlavi dei libri per mettere per iscritto i testi sacri dell’Avesta. A differenza del suo modello registra con precisione le vocali; il campione ne mostra quattro.
          • Scrittura sogdianaca. 100–1200 d.C.La scrittura dei mercanti sogdiani lungo la Via della seta in Asia centrale.
            • Scrittura antico-uiguradal IX secolo d.C.Il sogdiano corsivo adattato alle lingue turche e scritto in colonne verticali.
              • Scrittura mongoladal XIII secolo d.C.Secondo la tradizione fu adattata dall’antico uiguro da Tata-tonga, uno scriba uiguro catturato da Gengis Khan. È tuttora usata nella Mongolia Interna; il ramo aramaico è così giunto fino in Cina.
            • Scrittura antico-turca (dell’Orkhon)dall’VIII sec. d.C.Scrittura runiforme dei Göktürk, scritta da destra a sinistra; la derivazione dal sogdiano è probabile ma controversa.
          • Kharosthica. III secolo a.C. – III secolo d.C.La scrittura del Gandhara, derivata dall’aramaico dell’amministrazione persiana; come il suo modello procede da destra a sinistra. Aggiunge le vocali alle consonanti mediante segni, come la brahmi.
          • Brahmidal III secolo a.C.L’antenata della maggior parte delle scritture dell’Asia meridionale e sudorientale. La maggior parte degli studiosi ritiene che sia stata modellata su una scrittura semitica, probabilmente l’aramaica; altri sostengono che sia nata nella stessa India.
            • Devanagaridall’VIII secolo d.C.Si sviluppò attraverso la scrittura gupta e la nagari. Vi si scrivono l’hindi, il marathi, il nepalese e il sanscrito.
            • Scrittura tamiltamil-brahmi dal III secolo a.C.Dal ramo meridionale della brahmi. Le più antiche iscrizioni tamil usano una brahmi adattata; le forme moderne delle lettere si svilupparono nel Medioevo.
            • Scrittura tibetanadal VII secolo d.C.La tradizione tibetana la attribuisce al ministro Thonmi Sambhota sotto il re Songtsen Gampo; secondo gli studiosi il suo modello fu una tarda scrittura gupta dell’India settentrionale o del Nepal.
        • Alfabeto grecodall’VIII secolo a.C.I greci usarono le lettere fenicie per consonanti assenti nella loro lingua (soprattutto gutturali) per scrivere le vocali. Ne risultò il primo alfabeto che scriveva sistematicamente sia le consonanti sia le vocali.
          • Alfabeti etrusco e italici antichidal 700 a.C. ca.Gli etruschi presero l’alfabeto dai greci dell’Eubea stanziati in Italia. Secondo l’opinione prevalente ne derivarono anche gli alfabeti di altre lingue d’Italia, come l’osco, l’umbro e il venetico.
            • Alfabeto latinodal VII–VI secolo a.C.Secondo l’opinione prevalente deriva dall’alfabeto etrusco. Con Roma e più tardi con la Chiesa si diffuse in tutta Europa, e oggi è la scrittura più usata al mondo.
              • Oghamdal IV secolo d.C.Una scrittura irlandese di tratti e tacche lungo lo spigolo di una pietra. Le sue forme non derivano da nessun’altra scrittura; la maggior parte degli studiosi ritiene che il suo inventario di suoni sia modellato sull’alfabeto latino, altri pensano alle rune o al greco.
            • Runedal II secolo d.C.Il modello fu uno degli alfabeti nord-italici oppure l’alfabeto latino; quale, è controverso. Le più antiche iscrizioni certe provengono dalla Danimarca e dalla Germania settentrionale. La serie runica si chiama futhark dalle sue prime sei lettere.
          • Alfabeto goticoIV–VI secolo d.C.Creato dal vescovo Wulfila per la sua traduzione della Bibbia, per lo più a partire dall’alfabeto greco, con alcune lettere dal latino e forse dalle rune.
          • Alfabeto coptodal III secolo d.C.L’alfabeto greco con sei o sette lettere aggiuntive prese dal demotico (per esempio ϣ š, ϥ f) per i suoni egiziani che mancavano al greco.
          • Glagoliticoca. 862–863Creato da Costantino (Cirillo) per la missione in Moravia. Le forme sono originali, ma secondo l’opinione prevalente circa metà delle lettere deriva da una minuscola greca rimodellata in senso ornamentale; per le altre si è ipotizzato un influsso ebraico o samaritano.
          • Cirillicofine del IX – inizio del X secoloNacque in Bulgaria dall’alfabeto greco. Le lettere per i suoni slavi che mancavano al greco (come Ж, Ш, Ц, Ч) furono, secondo l’opinione prevalente, prese dal glagolitico.
          • Alfabeto armenoca. 405 d.C.Creato da Mesrop Maštoc'. Secondo l’opinione prevalente l’ordine delle lettere e molte forme seguono l’alfabeto greco; i segni per i suoni armeni che mancavano al greco hanno altre fonti.
          • Scrittura georgianapiù antiche iscrizioni V secolo d.C.La sua origine è controversa: l’ordine delle lettere e i valori numerici corrispondono all’alfabeto greco, ma le forme sono proprie. Le più antiche iscrizioni datate sono del V secolo (Bir el Qutt presso Betlemme, Bolnisi). Il campione è nell’antica scrittura asomtavruli.

L’albero è semplificato: le scritture si sono influenzate a vicenda anche tra rami diversi, e su molti passaggi gli studiosi non concordano nei dettagli. Le scritture medievali (come la mongola) sono incluse solo dove mostrano fin dove giunsero i rami antichi.

Come l’alfabeto si diffuse e si trasformò

I primi alfabeti scrivevano solo le consonanti. Ciò bastava per le lingue semitiche, in cui il significato di una parola poggia soprattutto sulle consonanti della radice: le consonanti m-l-k danno il fenicio mlk, l’ebraico melekh e l’arabo malik, ‘re’. Una scrittura di questo tipo si chiama abjad. In seguito le vocali cominciarono a essere suggerite con le lettere per le consonanti ʾ, h, w e y, e in ebraico, siriaco e arabo infine anche con punti e trattini sopra e sotto le lettere.

Quando nell’VIII secolo a.C. i greci adottarono la scrittura fenicia, usarono le lettere per consonanti assenti in greco (soprattutto gutturali) per scrivere le vocali: ʾalp divenne alfa, ʿain omicron. Nacque così un alfabeto in senso stretto, in cui le vocali stanno sullo stesso piano delle consonanti. Dagli alfabeti greci locali nacque l’alfabeto etrusco e attraverso di esso quello latino; nella tarda antichità e nell’alto Medioevo la scrittura greca servì da fonte o da modello per le scritture gotica, copta e armena, per il glagolitico e per il cirillico.

Verso est l’alfabeto si diffuse soprattutto nella sua forma aramaica. L’aramaico era la lingua dell’amministrazione negli imperi assiro, babilonese e persiano, e la sua scrittura fu adottata dall’Egitto all’India. In India nacque un terzo tipo di scrittura, l’abugida: ogni segno consonantico porta con sé la vocale a (𑀓 ka), e le altre vocali vi si aggiungono come segni (𑀓𑀺 ki). In modo simile funziona la scrittura etiopica; acquisì i segni vocalici nel IV secolo d.C., e non si sa se per influsso delle scritture indiane.

L’ordine delle lettere si rivelò straordinariamente stabile. Le tavolette scolastiche di Ugarit del XIV–XIII secolo a.C. presentano quasi lo stesso ordine dell’alfabeto fenicio, che sopravvisse a grandi linee nelle scritture ebraica, greca e latina: A, B, G (in latino C), D… Un secondo ordine antico, che inizia con h, l, ḥ, m, sopravvive nella scrittura etiopica.

Altre radici

La scrittura cuneiforme, i caratteri cinesi e le scritture mesoamericane (la più nota è quella maya) appartengono, con i geroglifici egiziani, alle scritture che la maggior parte degli studiosi considera invenzioni indipendenti. I geroglifici anatolici e le scritture cretesi comparvero in un mondo in cui la scrittura esisteva già; uno stimolo esterno è possibile, ma i loro segni sono propri. Queste radici hanno prodotto per lo più scritture per parole e sillabe, e tutte, tranne i caratteri cinesi, si sono estinte.

  • Scrittura cuneiformeca. 3300 a.C. – I secolo d.C.Nacque a Uruk dai segni pittografici delle tavolette contabili. I segni scrivevano sia parole sia sillabe. La scrittura fu creata molto probabilmente per il sumerico (la lingua delle tavolette più antiche è controversa), e gli scribi la adattarono poi a molte altre lingue del Vicino Oriente.
    • Cuneiforme accadicodalla metà del III millennio a.C.Gli accadi ripresero i segni sumerici e li usarono per scrivere le parole accadiche sillaba per sillaba, accanto a segni sumerici per parole intere. Campione: le sillabe a, e, i, u.
      • Cuneiforme ittitaca. XVII–XII secolo a.C.Gli ittiti presero il cuneiforme dalla Mesopotamia paleobabilonese, probabilmente attraverso la Siria settentrionale. Oltre alle sillabe ittite (campione: a, ma, nu, za) usavano sumerogrammi e accadogrammi.
      • Cuneiforme elamicodalla fine del III millennio a.C.Gli elamiti adottarono il cuneiforme accadico. Nell’impero persiano fu usato per i documenti amministrativi, come le migliaia di tavolette di Persepoli.
    • Cuneiforme antico-persianoVI–IV secolo a.C.Sembra cuneiforme, ma è un sistema diverso: 36 segni fonetici le cui forme e i cui valori non derivano dalla scrittura babilonese. La maggior parte degli studiosi lo considera un nuovo sistema creato deliberatamente, che dal cuneiforme riprese solo l’idea e la tecnica dei cunei; la sua struttura quasi alfabetica si spiega spesso con il modello della scrittura aramaica.
  • Geroglifici anatolici (luvi)ca. XIV–VIII secolo a.C.La scrittura pittografica propria dell’Anatolia, circa cinquecento segni per parole e sillabe, usata per scrivere il luvio. Con i geroglifici egiziani ha in comune solo il nome. Il segno 𔐀 significa ‘io’.
  • Lineare Aca. 1800–1450 a.C.La scrittura sillabica di Creta minoica. I segni si possono leggere a grandi linee in base ai valori della lineare B, ma la lingua è sconosciuta. A Creta si usava accanto a essa la scrittura geroglifica cretese.
    • Lineare Bca. 1450–1200 a.C.Gli scribi micenei adattarono la lineare A al greco. Michael Ventris la decifrò nel 1952; scomparve con i palazzi micenei. Campione: le sillabe a, e, i, o, u.
    • Cipro-minoicoca. XVI–XI secolo a.C.La scrittura indecifrata dell’età del bronzo a Cipro, ritenuta derivata dalla lineare A.
      • Sillabario cipriotaXI–IV secolo a.C.I greci di Cipro vi scrissero il greco ancora a lungo dopo che il resto della Grecia era passato all’alfabeto. È imparentato con la lineare B, ma non ne discende.
  • Caratteri cinesidal XIII secolo a.C.Le testimonianze più antiche sono le ossa oracolari Shang. È l’unica scrittura inventata in modo indipendente ancora in uso. La adottarono il Giappone, la Corea e il Vietnam, e in Giappone diede origine ai sillabari kana.
  • Scrittura mayadal III secolo a.C.Logogrammi e segni sillabici. Appartiene alla tradizione scrittoria mesoamericana, che comprende anche le iscrizioni zapoteche di Oaxaca; quale sia la parentela tra le scritture mesoamericane non è chiarito. A parte i numerali, non è ancora in Unicode.
  • Scrittura dell’Indoca. 2600–1900 a.C.Brevi iscrizioni, per lo più su sigilli, in media di circa cinque segni. Indecifrata; non è nemmeno certo che registri una lingua. Non è stato dimostrato alcun legame con la più tarda brahmi. Non è in Unicode.
  • Scrittura aztecaXIV–XVI sec. d.C.Notazione pittografica e logografica con gli inizi di una scrittura fonetica (rebus nei toponimi e nei nomi di persona); non codificata in Unicode.
  • Hangul coreano1443 (promulgato nel 1446)Una scrittura voluta dal re Sejong; le forme delle consonanti riflettono la posizione degli organi fonatori. La disposizione delle lettere in blocchi sillabici imita i caratteri cinesi; l’influsso della scrittura mongola ʼPhags-pa è controverso.

Le radici non sono collegate tra loro perché tra di esse non è stata dimostrata alcuna parentela. I geroglifici egiziani sono alla testa dell’albero genealogico degli alfabeti qui sopra.

Una parola, molte scritture: re

La parola ‘re’ ricorre nei testi di quasi tutte le culture antiche, ed è quindi utile per confrontare le scritture. Dove una scrittura aveva un segno per la parola intera, spesso lo scrivevano anche gli scribi di altre lingue, che lo leggevano nella propria lingua. Le righe sono ordinate approssimativamente secondo l’antichità delle attestazioni.

lingua (scrittura)grafiatraslitterazionenota
sumerico (cuneiforme)𒈗lugalletteralmente ‘grande uomo’: lu₂ ‘persona’ e gal ‘grande’
egiziano (geroglifici)𓇓𓏏𓈖nswtla pianta sw si scrive per prima, ma la parola si legge n-sw-t; nel titolo nswt-bjtj ‘re dell’Alto e del Basso Egitto’
accadico (cuneiforme)𒈗šarrumlo stesso segno sumerico LUGAL, letto in accadico; la parola si poteva anche scrivere per sillabe (šar-ru-um)
ittita (cuneiforme)𒈗ḫaššušdi nuovo il segno LUGAL come sumerogramma; la lettura ittita è nota da più rare grafie sillabiche
greco miceneo (lineare B)𐀷𐀙𐀏wa-na-kawanax ‘sovrano’, l’ἄναξ omerico; qa-si-re-u, antenato del più tardo basileus, indicava solo un funzionario locale
cinese antico (caratteri cinesi)王wáng (lettura moderna)il carattere compare già sulle ossa oracolari; secondo un’opinione diffusa raffigurava la lama di un’ascia, simbolo del potere
fenicio (alfabeto fenicio)𐤌𐤋𐤊mlksolo consonanti; le vocali si integrano in base alle lingue affini (probabilmente milk)
ebraico (scrittura ebraica)מֶלֶךְmelekhi punti e i trattini sotto le lettere sono segni vocalici, aggiunti solo a partire dall’alto Medioevo
aramaico (scrittura aramaica)𐡌𐡋𐡊𐡀malkāla -ā finale (lettera ʾ) funge da articolo: ‘il re’
antico persiano (cuneiforme antico-persiano)𐎧𐏁𐎠𐎹𐎰𐎡𐎹xšāyaθiyale iscrizioni possono sostituirla con il logogramma 𐏋; da qui il moderno scià
greco (alfabeto greco)βασιλεύςbasileúsin Omero ancora accanto al più antico ἄναξ
latino (alfabeto latino)REXrēximparentato con il sanscrito rājan e con il celtico -rīx in nomi come Vercingetorix
sanscrito (devanagari)राजन्rājannominativo rājā; nel pracrito orientale degli editti di Ashoka lājā
medio persiano (scrittura pahlavi)𐭬𐭫𐭪𐭠MLKA, letto šāhuna parola aramaica scritta in un testo persiano ma letta in persiano (eterogramma)
maya classico (scrittura maya)(non in Unicode)AJAW, a-ja-wa‘signore, sovrano’; i re del periodo classico portavano il titolo kʼuhul ajaw, ‘signore sacro’
gotico (alfabeto gotico)𐌸𐌹𐌿𐌳𐌰𐌽𐍃þiudansda þiuda ‘popolo, nazione’
ge'ez (scrittura etiopica)ንጉሥnəguśda qui il titolo etiopico negus; ogni segno è una sillaba
arabo (scrittura araba)مَلِكmalikla stessa radice semitica m-l-k del fenicio, dell’ebraico e dell’aramaico
norreno (antico danese)ᚴᚢᚾᚢᚴᛦkunukʀkonungr; così le pietre runiche di Jelling (X secolo) chiamano i re Gorm e Harald. Il futhark recente non aveva rune distinte per o e g
ceco (alfabeto latino)král–dal nome Karl, da Carlo Magno (protoslavo *korľь); il polacco król e il russo король hanno la stessa origine

Fonti e letture consigliate

  • Peter T. Daniels, William Bright (eds.): The World's Writing Systems. Oxford University Press 1996.
  • Stephen D. Houston (ed.): The First Writing. Script Invention as History and Process. Cambridge University Press 2004.
  • Joseph Naveh: Early History of the Alphabet. An Introduction to West Semitic Epigraphy and Palaeography. Magnes Press, Jerusalem 1982.
  • Andrew Robinson: The Story of Writing. Alphabets, Hieroglyphs and Pictograms. Thames & Hudson, 2nd ed. 2007.
  • Florian Coulmas: The Writing Systems of the World. Blackwell 1989.

Illustrazione: Atlante delle lingue. Fotografie: Wikimedia Commons, con autori e licenze indicati accanto a ogni immagine. Testo: Atlante delle lingue, in base alla letteratura scientifica citata sopra.

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